PENSIONE AI SUPERSTITI: COSA SAPERE NEL 2026

Quando una persona cara viene a mancare, oltre al dolore si aprono spesso dubbi e preoccupazioni pratiche. In questi momenti, sapere quali tutele esistono può fare davvero la differenza.
Tra queste c’è la pensione ai superstiti, una prestazione che garantisce continuità economica alla famiglia del lavoratore o del pensionato deceduto.

Si tratta di un sostegno importante, che può assumere due forme:

  • pensione di reversibilità, quando la persona era già pensionata;
  • pensione indiretta, quando era assicurata ma non ancora in pensione.

 

A chi spetta 

Il primo soggetto tutelato è il coniuge o la persona unita civilmente. Anche in caso di separazione il diritto rimane, mentre per l’ex coniuge divorziato il diritto c’è solo se percepisce l’assegno divorzile e non si è risposato.

Se invece il coniuge superstite decide di contrarre un nuovo matrimonio, la pensione si interrompe, ma lo Stato riconosce un assegno una tantum: una somma pari a due annualità della quota che percepiva, comprensiva della tredicesima.

Accanto al coniuge, hanno diritto anche i figli, purché risultino a carico. Il diritto vale per i minorenni, per gli studenti (fino a 21 anni se frequentano la scuola superiore, 26 se iscritti all’università) e per i figli inabili.

Quando non ci sono né coniuge né figli, la tutela si estende ad altri familiari stretti che dipendevano economicamente dal defunto: genitorifratelli o sorelle che non abbiano una pensione e risultino inabili o comunque a carico.

 

Da quando decorre 

La prestazione parte sempre dal primo giorno del mese successivo al decesso. Un meccanismo semplice, pensato per evitare vuoti economici troppo lunghi.

 

Quanto spetta 

L’importo non è fisso: rappresenta una percentuale della pensione che la persona percepiva (o avrebbe percepito). La quota varia in base alla composizione del nucleo familiare:

  • coniuge solo: 60%;
  • coniuge e un figlio: 80%;
  • coniuge e due o più figli: 100%.

Se invece non c’è il coniuge, per i figli si parte dal 70% (uno), 80% (due) e 100% (tre o più).
Per genitori, fratelli o sorelle, le percentuali sono più basse, perché pensate come tutela residuale.

I limiti di reddito 2026

Il reddito del beneficiario può incidere sull’importo, la norma prevede tre soglie oltre le quali la pensione viene ridotta:

  • fino a 23.862,15 euro: nessuna riduzione;
  • tra 23.862,15 e 31.816,20 euro: – 25%;
  • tra 31.816,20 e 39.769,25 euro: – 40%;
  • oltre 39.769,25 euro: – 50%.

Sono considerati tutti i redditi assoggettabili a IRPEF, comprese altre pensioni, lavoro dipendente o autonomo, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali. C’è però un’eccezione significativa: se nel nucleo sono presenti figli minorenni, studenti o inabili, le riduzioni non si applicano.

 

Il Patronato ACLI ti accompagna 

In un momento già complesso di per sé, districarsi tra norme, percentuali e documenti può sembrare faticoso. Per questo gli Operatori del Patronato ACLI sono pronti ad aiutarti, passo dopo passo, nell’invio della domanda all’INPS e nella verifica dei tuoi diritti: Trova la sede più vicina a te